Una collezione di scritti di Giorgio Panto tra il 1993 e il 2006, i cui proventi andranno alla fondazione Giorgio Panto, da poco istituita per volontà dei tre figli.

La sua penna incontenibile non si stancava mai di scorrere tra le pagine per imprimere i suoi pensieri, sempre scritti con l'impeto e la passione che contraddistinguono le persone speciali, come sottolinea nella prefazione il noto giornalista Vittorio Feltri, direttore del quotidiano "Libero", che non mancava mai di rimarcare il suo sostegno e la sua simpatia nei confronti degli ideali di Giorgio Panto.
     

"Giorgio Panto è una forza della natura. Fa spavento. Quando si muove, e scrive un rigo, si avverte un rombo. In fondo è normale: si sposta un gigante e la terra trema. Allorché su Libero appaiono i suoi scritti si avverte la potenza delle sue tesi, le quali poggiano non su un’ideologia, ma sull’esperienza di un imprenditore senza macchia e senza paura. Polemizza, si infuria: ma non batte i pugni nell’aria, le gambe delle sue idee sono tronchi radicati in una patria amata: il Veneto. Scrive di sindacato, di associazioni di industriali, di tassazioni. Cose per il solito noiosissime: Panto riesce a farlo con una freschezza da leader autentico del suo popolo. Si sarà capita, da queste righe, la mia ammirazione. Detto questo, confesso. In realtà è un mio nemico. E’ una delle poche persone il cui empito creativo, contraddice le mie amare convinzioni sugli uomini e la storia. Lo ammetto: non ho nessuna fiducia nel genere umano, e sono convinto sia invincibile la straordinaria abilità dell’essere a due zampe nel distribuire copiosamente il male. Non parlo degli altri,ma di noi, di me. Non lo facciamo apposta, le intenzioni spesso sono eccellenti, ma poi presto si risolvono in polvere e sangue. Ma ecco arriva Panto. Non è un seminatore di illusioni, un venditore di palloncini colorati. Egli sa combattere con entusiasmo perché ha una speranza formidabile dentro di sé. Non avventata: le sue opere imprenditoriali parlano questo stesso linguaggio. Benedett’uomo. La sua figura di combattente, insieme indomito e gentile, è per me motivo di un dubbio lieto. Forse ho torto nel mio pessimismo radicale. Del resto, questo libro è la prova che l’Italia può resistere. A che cosa? 1) All’Islam; 2) a se stessa. Sul primo punto credo non siano necessarie molte spiegazioni. Lo sappiamo bene: c’è una guerra dichiarata all’Occidente e si esprime sia con il terrorismo sia con un’invasione di musulmani. Il nemico più insidioso del nostro Paese però sono proprio i cattivi italiani. Panto li sferza. Anzi mi sferza. Mi aiuta ad alzarmi dal letto il mattino con un barlume di voglia di vivere."

Vittorio Feltri

Per informazioni sull'acquisto del libro inviare una mail a info@giorgiopanto.org

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